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Nato nel 1967 in Francia. Laureato in economia e commercio ("anche
se ho esitato molto con architettura").
Nel 1995 fonda una piccola azienda di importazione di oggetti promozionali
dall'asia. "Ma l'aspetto esclusivamente imprenditoriale e commerciale
non mi soddisfaceva completamente, mi pesava l'assenza di attività
creativa". Per cui, nel 2000 fonda la Banal Extra per la quale
ha disegnato:
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Num &
Tac,
2000
"Ho semplicemente voluto liberare l'orologio
dal suo quadrante dandogli come sfondo l'intera parete sulla quale è
fissato e ho scelto un disegno molto classico per evidenziare l'aspetto
minimalista."
Bugìa,
2000
"Bugìa è un classico esercizio
di stile contenuto/contenente. In questo caso, il porta candela si assimila
alla candela stessa e diventa di cera, formando un blocco unico."
Totò,
2001
"E' molto comodo poter disporre di tanti
appendiabiti in bagno. Però l'aspetto definitivo del foro nelle
piastrelle è molto dissuasivo. Il risultato è che in bagno
ci sono sempre meno appendiabiti di quanti ne servirebbero, e mai al posto
giusto. Ho quindi pensato ad un appendiabiti a ventosa che si possa fissare
e spostare in qualche secondo. Ma con una ventosa potente (Totò
è stato testato con 10 kg di carica!) e duratura."
Àncora,
2002
"Àncora è un oggetto volutamente
discreto. La sua ragione di esistere sta nel suo minimo imgombro, in particolare
perchè lascia completamente libero il pavimento. E' stato pensato
per case cittadine, con ingressi spesso esigui.
In più, se il soffitto è molto alto, è sempre possibile
ottenere un effetto più spettacolare collegando tra di loro due
o più "Àncora"."
Girotondo,
2003
"L'idea alla base di questo oggetto è
di pensare ad un orologio come se fosse un gioco: le ventose consentono
di dargli la forma che si desidera ...
E di cambiarla a proprio piacimento."
Arlecchino,
2003
"Ho voluto fare una lavagna stretta e
lunga perché, rispetto ai classici quadratoni o rettangoloni, si
collochi più facilmente sulle pareti delle case cittadine. Inoltre,
non è un caso se le calamite sono di forma sferica. Infatti, per
staccarle, invece di tirare, basta ruotare la sfera e sfruttare l'effetto
leva."
Balilla,
2004
"Il legame formale tra l'asta da calcio
balilla e l'appendiabiti da parete è così evidente che mi
sembra di aver l'idea di questo oggetto in mente da sempre. E' per questo
motivo, almeno credo, che il meccanismo di decontestualizzazione del calcio
balilla per farne un appendiabiti non risulta forzato. Poichè il
riferimento era evidente, non ho voluto rafforzarlo colorando gli omini."
Matitoni,
2004
"Volendo disegnare un appendiabiti da
terra, ho pensato che era opportuno immaginare dei terminali in gomma,
sui quali i vestiti non sarebbero scivolati e non si sarebbero rovinati.
A questo punto, mi è venuta in mente la classica matita, gialla
con il suo gommino rosa.
Credo che la coerenza di "Matitoni" stia nel fatto che non è
un semplice esercizio di stile nel filone del gigantismo perché
la sua forma è in sintonia con la funzione dell'oggetto."
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